Alla scoperta del Parco Naturale Mont Avic con Dennis Brunod

Di GIANCARLO COSTA ,

Apertura Itinerario Parco Mont Avic
Apertura Itinerario Parco Mont Avic

Un diamante grezzo, questo è il Parco Naturale Mont Avic. E come tutti diamanti, che si trovano in natura, deve essere levigato, lucidato e incastonato, per acquisire ancor più valore. Il Parco prende il nome dalla montagna simbolo, il Mont Avic (Quota 3006 metri), la cui caratteristica forma si vede dal fondovalle, passando sull’autostrada da e per Aosta. Una zona poco conosciuta, anche ai valdostani, ma c’è chi di questo territorio è anima e cuore, spinto da una passione non solo per gli sport che pratica, ma per questo territorio in cui vive e si allena.

E’ Dennis Brunod la nostra guida alla scoperta di un Parco del Mont Avic in versione invernale. Un guida particolare, perché Dennis, conosciuto in tutto il mondo come campione di scialpinismo e skyrunning, qui invece fa da cicerone, raccontando le caratteristiche e le storie della sua valle, la Valle di Champdepraz e dei sentieri che la percorrono. Sentieri su cui in passato ha anche organizzato per qualche anno il Mont Avic Trail, gara di trail running che arrivò ad avere 500 partecipanti, per lo più incantati dai percorsi e dall’ospitalità di questa valle. Sentieri che d’inverno sono per lo più innevati, in qualche caso ghiacciati, ma nessun problema: l’ultima specialità sportiva di Dennis Brunod è la corsa sulla neve con i ramponcini, e in questa tenuta abbiamo percorso i sentieri ammirando le bellezze della Valle di Champdepraz.
“Far conoscere le bellezze della natura e le tradizioni della nostra valle è diventata la mia passione principale, assieme alla corsa – ci dice Dennis Brunod – Qui vivo con la mia famiglia e su questi sentieri mi alleno da anni. Sono Consigliere del Comune di Champdepraz e del Parco Naturale Mont Avic, ma ho capito che per valorizzare quel che ci circonda, bisogna impegnarsi in prima persona, far conoscere le possibilità sia sportive che di cultura e tradizione che abbiamo. Siamo ai margini dei circuiti dei Tour Operator, non abbiamo ovviamente impianti sciistici, ma abbiamo la bellezza della natura in cui viviamo da far conoscere.”

E così con la sua corsa leggera ci racconta che in questa valle c’era una importante attività estrattiva, quella delle miniere di rame di Hérin, sotto di cui si trova il Villaggio di Hérin, e ancora sotto il Villaggio Crestaz. Continuiamo a correre per poi passare di fianco al Ru Chevrère/Montjovet, il caratteristico canale che capta l’acqua proveniente dal torrente Chalamy per alimentare le attività fino al fondovalle di Montjovet. Ru (tipica denominazione di questi canali in Valle d’Aosta) che è il confine del Parco Mont Avic: sopra il Ru è territorio del Parco, sotto è territorio comunale. Parco che confina con quello del Gran Paradiso, un modo per dare continuità all’attenzione e alla cura delle risorse naturali che sono una delle grandi risorse della Valle d’Aosta, dei suoi abitanti e dei suoi visitatori. Nel nostro giro a metà tra l’escursionismo e lo skyrunning, tocchiamo gli alpeggi Arp, Costaz, Treby e Pian Tsasté (quota 2009 m), che si si trova poco sotto il Mont Barbeston (Quota 2483 m), per arrivare all’agriturismo La Maison du Lord. Immerso nella neve con il Mont Avic sullo sfondo, chiuso d’inverno, d’estate è meta di turisti che hanno voglia di isolarsi un po’, visto che si raggiunge con una mezz’ora di cammino. Il nome deriva dai primi frequentatori, che erano per l’appunto i nobili inglesi Lady Rose Stallard e Lord George, che qui non salirono per primi le cime come abitudine degli inglesi nella storia dell’alpinismo, ma si godevano la vista del Mont Avic.

Nella seconda parte del nostro giro, aumenta la quota, l’esposizione a nord e quindi l’altezza della neve. Qui la traccia è perfettamente battuta dalle racchette da neve, e arriva al lago Servaz, a quota 1800 metri, ovviamente innevato, i cui cristalli confermano la definizione di “diamante grezzo” data all’inizio dell’articolo. Scendendo passiamo per il punto d’inizio del Ru Chevrère/Montjovet a quota 1570m, quindi per l’Altoforno de la Servaz, dove veniva lavorato il minerale estratto, per poi passare davanti all'alpeggio La Servaz (Quota 1540 m) e scendere verso località Magazzino e la frazione La Veulla a quota 1300 metri, dove finisce la strada asfaltata, con la chiesetta, l’antico forno del paese, per la cottura comune del pane e l’antico Rascard, la caratteristica costruzione appoggiata su supporti che sembrano funghi di origine Walser. Il nostro giro termina dove è iniziato, davanti al Centro Visitatori del Parco Mont Avic (Quota 1270 m), punto di riferimento per le attività nel parco. Si può infatti camminare e correre sui sentieri, magari con l’accompagnamento delle Guide Naturalistiche, anche con il proprio cane, basta che sia tenuto al guinzaglio, ci si può arrampicare sulla via ferrata e si può praticare l’Ice Climbing su una stupenda cascata (quando formata) e il Canyoning nel torrente Chalamy.

Caratteristiche itinerario escursionismo Parco Naturale Mont Avic da Chevrère (Champdepraz)

INIZIO ESCURSIONE: Champdepraz, loc. Chevrère (Quota 1250m)
ACCESSO: Per arrivare a Champdepraz, uscire a Verres sull’autostrada A6 Torino-Aosta, quindi risalire la statale fino a Champdepraz, attraversando il ponte sulla Dora, risalire la valle fino a Chevrère, parcheggiare ed iniziare l'escursione.
DISLIVELLO: 16 km con 1000 metri di dislivello
DIFFICOLTA’: Escursionismo

ATTREZZATURA: Normale attrezzatura da escursionismo (pedule, zaino, giacca a vento, bastoncini) o da trail running - skyrunning (zainetto o marsupio con kway e pantavento, ramponcini)
CARTOGRAFIA: Carta dei Sentieri n. 13 Valle Centrale 1:25.000 L'Escursionista editore
INDIRIZZI UTILI:
Parco Naturale del Monte Avic Località La Fabrique, 164 - 11020 Champdepraz - Tel. 0125 960643 - Fax. 0125 961002 mail info@montavic.it
web www.montavic.it
Soccorso Alpino 118

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

Commenta l'articolo su Twitter...

Può interessarti