America’s cup: sì al motore per le vele

Di ALBERTO ,

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Il tribunale di New York accoglie il ricorso dei campioni di Alinghi: nel 2010 le imbarcazioni potranno avere un motore elettrico per issare e calare le vele

Se c’è un paradiso degli sportivi, non vorremmo essere nei panni di chi dovrà raccontare agli equipaggi del Royal Yacht Squadron e del New York Club, che a metà dell’Ottocento si sfidarono intorno all’isola di Wight dando vita all’America’s Cup, quanto ha deciso Shirley Kornreich, giudice di New York. Con una sentenza datata 31 luglio, accogliendo un ricorso di Alinghi, la signora ha stabilito che nel 2010 le barche che parteciperanno alla competizione più antica del mondo potranno avere a bordo un motore elettrico per l’apertura e la chiusura delle vele.

Non è la prima volta che la legge si occupa dell’ultima edizione della prestigiosa competizione velica. Negli scorsi anni, più di una volta, i tribunali si erano trovati a dover decidere su ricorsi presentati ora dall’uno ora dall’altro degli sfidanti. Motivi del contendere sono stati, uno dopo l’altro, regolamenti, sfidanti ammissibili e sede della gara. La passione degli sportivi ha resistito a tutto, ma è messa a serio rischio da quest’ultima decisione, che, in verità, pare fare a pugni con il “deed of gift”, il regolamento della competizione, considerato quasi alla stregua di un testo sacro fino a questo a momento.

Intanto, se dagli ambienti vicini al team svizzero trapela un’evidente soddisfazione per l’esito del ricorso, dai  circoli velici di tutto il mondo si alza una pesante sensazione di imbarazzo. I velisti sembrano non accettare facilmente che non siano più la testa dello skipper, le sensazioni a pelle, l’intuito e gesti che, da secoli, si ripetono sempre uguali basandosi sulla sola forza fisica a decidere il destino di una competizione storica.



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