Arrampicata: chiusa la “Corma di Machaby” di Arnad (AO) dopo l’incidente mortale di un arrampicatore

Di GIANCARLO COSTA ,

L'area di arrampicata di Arnad (foto lastampa.it).jpg
L'area di arrampicata di Arnad (foto lastampa.it).jpg

L’incidente mortale di sabato 21 aprile, accaduto all’arrampicatore torinese Maurizio Carcereri, istruttore del CAI, colpito da un sasso mentre saliva con un’allieva la parete di Arnad, ha creato una situazione inconsueta per la zona della bassa Valle d’Aosta. La Comunità montana Evançon, proprietaria dei terreni, ha deciso di chiudere l’area, ma non potendo emettere alcun tipo di divieto, l’ente ha chiesto il provvedimento al sindaco, Pierre Bonel, che con un’ordinanza, ha vietato la pratica dell’arrampicata su tutte le falesie della zona. Oltre al Paretone, l’ordinanza riguarda anche il Pilastro Lomasti, la Gruviera, Case Fara e la Paretina. Il provvedimento è stato preso in via precauzionale e per fare ulteriori accertamenti tecnici.

Di fronte a questa ordinanza sono insorte le guide alpine, con in testa ovviamente la sezione di Arnad, secondo cui: “l’ordinanza è illegittima e stiamo valutando con un legale le vie da intraprendere. La decisione è a tempo indeterminato e crea un pericoloso precedente”.

La caduta di una sasso in montagna può uccidere una persona, com’è capitato in questo caso, ma questo fa parte dell’alpinismo e della sua storia. Non voler ammettere il concetto che il rischio “zero” in montagna non esiste, e andar dietro a tutte le possibili conseguenze legali che ad ogni incidente possono seguire, possono fermare qualsiasi attività sportiva in montagna, dallo sci fuoripista all’arrampicata più o meno estrema. Quindi cambiare la mentalità o cambiare la legge, altrimenti anche questo tipo di turismo ne subirà i contraccolpi.

Mercoledì 2 maggio ci sarà un incontro in Comunità Montana a Verrès in cui amministratori locali e regionali, guide alpine e protezione civile, affronteranno la delicata questione che sta avendo anche inevitabili ripercussioni sul piano turistico. Le falesie di Arnad sono uno dei siti per l’arrampicata tra i più frequentati da appassionati provenienti non solo dall’Italia ma anche dall’estero. La chiusura del Paretone blocca di fatto l’intero comparto ricettivo del paese che lavora tutto l’anno proprio grazie agli scalatori.

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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