Chiuso il Convegno Internazionale sulla Montagna: l'ambiente montano da Cenerentola a regina della modernità

Di EMANUELE ZANGARINI ,

Ambiente montano. Fonte: Mountain Partnership
Ambiente montano. Fonte: Mountain Partnership

Si è chiusa ieri a Lucerna la World Mountain Conference (Convegno Internazionale sulla montagna). 150 esperti da tutto il mondo si sono confrontati sui temi dello sviluppo sostenibile nell'ambiente montano in vista dell'appuntamento di Rio de Janeiro nel 2012.

Il prossimo anno si compiranno i venti anni del Summit della Terra e non a caso fra i partecipanti al convegno sulla montagna figura il Dr. Brice Lalonde, coordinatore del convegno del 2012 che avrà l'onere di fare il bilancio dei cambiamenti intercorsi negli ultimi anni, degli obiettivi raggiunti come di quelli mancati nel miglioramento del rapporto dell'uomo con la montagna.

Il convegno che si è appena chiuso ha ribadito la necessità di coinvolgere l'ambiente montano e le popolazioni che lo abitano nel rinverdimento dell'economia e nei programmi per uno sviluppo mondiale sostenibile. Nonostante la marginalità e l'asprezza dell'ambiente montano, questo difatti ospita specie di piante rare se non uniche: in Malesia il solo Monte Kinabalu ospita 4000 specie vegetali (oltre un quarto di tutte le specie vegetali degli interi Stati Uniti), mentre in Iran la metà della vegetazione montana è endemica.

Ma non vi è solo la preservazione della biodiversità fra le preoccupazioni degli esperti delle Nazioni Unite. Il Mountain Partnership, una rete che unisce Paesi, ONG e altre associazioni con l'obiettivo di proteggere l'ambiente e le popolazioni montane, ricorda che "le montagne sono una casa, una fonte di reddito e luoghi che accolgono diversi retaggi culturali", accolgono popolazioni mediamente più povere del resto dei paesi in cui si situano ma al tempo stesso costituiscono il 15-20% del turismo mondiale: in paesi come la Cina (Monte Kailash) la montagna assume addirittura un'altissimo valore sacro per milioni di persone.

Dopo questi anni di turbolenze economiche che tardano a diradarsi la montagna, spesso bistrattata nell'epoca industriale, finirà per diventare l'estremo rifugio dalla modernità e il suo strumento di riscatto? Gli esperti iniziano a pensarci.

Per saperne di più

  • Curo le rubriche di ambiente, energia, della ciclabilità e della mobilità sostenibile di bici.tv e outdoorpassion.it. Seguo la parte tecnico-informatica di Outdoor Passion dal 2007 quando portava il nome di Sport Communities. Twitter: @emazangarini Facebook: emanuele.zangarini



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