E’ finita per Daniele Nardi e Tom Ballard al Nanga Parbat, ora silenzio e rispetto

Di GIANCARLO COSTA ,

Daniel Nardi e Tom Ballard (foto fb Nardi)
Daniel Nardi e Tom Ballard (foto fb Nardi)

Dopo dieci giorni di ricerche si è concluso il dramma di Daniele Nardi e Tom Ballard impegnati nella spedizione per la salita al Nanga Parbat (Quota 8125 metri) in invernale per lo Sperone Mummery.

Fiumi di parole sono state scritte e dette su questa vicenda, al centro dell’informazione nazionale in questi giorni. L’obbiettivo era altissimo, una delle poche scalate ancora non fatte dall’uomo sulle montagne, il prezzo pagato è stato tragico, con Nardi e Ballard che hanno perso la vita. Erano entrambi consapevoli dei rischi a cui andavano incontro, una cosa quasi inconcepibile in una società moderna dove tutto deve essere sicuro per decreto. Lasciamoli riposare in pace, dopo che i loro corpi sono stati identificati a circa 6000 metri di quota dall’azione dell’aviazione pakistana e dell’alpinista Alex Txikon che ha sospeso il suo tentativo di salire il K2 in inverno per andare a cercare Nardi e Ballard. Rimarranno sulla montagna che sognavano di salire, come tanti altri prima di loro in Himalaya.

Ora silenzio e rispetto, rispetto per le parole di Daniele Nardi che spiegava cosi la sua ossessione per la salita al Nanga Parbat per lo Sperone Mummery.
"Mi piacerebbe essere ricordato come un ragazzo che ha provato a fare una cosa incredibile, impossibile, che però non si è arreso e se non dovessi tornare il messaggio che arriva a mio figlio sia questo: non fermarti non arrenderti, datti da fare perché il mondo ha bisogno di persone migliori che facciano sì che la pace sia una realtà e non soltanto un'idea…vale la pena farlo."

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  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

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