Finalmente il governo riforma la giustizia...

Di GIANCARLO COSTA ,

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Carcere per chi provoca valanghe e 5000 euro di multa a chi va in montagna quando c'è pericolo (cioè sempre). A questo punto speriamo di farci eleggere a qualche carica istituzionale per non presentarci ai processi, o sottosegretari alla protezione civile, perché siamo stufi di sentire campagne mediatiche sui morti in montagna da gente che la frequenta solo quando un camoscio inciampa in una polenta concia...

Ecco alcune considerazioni prese quà e là nella rete:

"Cultura, non repressione - Simone Moro sulla Stampa -. Divieti, carcere, multe? Sarebbe come se io tornassi a casa e prendessi a schiaffi mio figlio senza dirgli perché. Bella crescita, no?".

"La minaccia di multe e carcere per chi provoca una valanga è una reazione isterica - ha dichiarato Reinhold Messner al giornale La Repubblica -. Meglio un dibattito con alpinisti, guide, giudici e politici per stabilire dove finisce il turismo e dove inizia l'alpinismo. Le leggi ci sono già, l'omicidio colposo non cambia secondo terreni o circostanze. Di quale legge c'è bisogno? Nessuna legge può vietare a qualcuno di rischiare la propria pelle in montagna. Se così fosse sarebbe la fine dell'alpinismo".

"Che mandino in galera prima chi ruba e chi è mafioso che i montanari - dichiara Silvio "Gnaro" Mondinelli -. Questa proposta è una perdita di tempo, perchè le leggi ci sono già. Chi stacca una valanga è già punibile per legge se provoca danni alle cose o alle persone. Dovrebbero invece insegnare la montagna nelle scuole invece di proporre di eliminare la geografia, perchè metà dell'Italia è coperta da montagne. Bisogna insegnare, fare formazione. E' solo così che si può risolvere il problema".

"Gli appassionati della montagna non sono degli irresponsabili. Non lasciamoci prendere dall'emotività. Quella norma è inaccettabile dal Cai e dal mondo della montagna. La montagna è uno spazio di libertà e non di coercizione - in un comunicato stampa inviato dal Cai ai giornali -. Il Cai e il mondo della montagna non possono accettare una norma che, forse dettata dall'emozione, costringe a casa alpinisti, sciatori ed escursionisti, e che porta una militarizzazione delle Terre Alte. La libertà di accesso è uno dei capisaldi dell'alpinismo e della frequentazione della montagna".

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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