François Cazzanelli: dal Cervino all’Himalaya, Fast and Traditional

Di GIANCARLO COSTA ,

Francois Cazzanelli a Saint Oyen dal Cervino all'Himalaya (1)
Francois Cazzanelli a Saint Oyen dal Cervino all'Himalaya (1)

A Saint-Oyen in Valle d’Aosta, nell’ambito della Sagra del Jambon alla Brace, gli organizzatori hanno deciso di aprire la manifestazione con una serata sull’alpinismo, invitando a raccontarsi uno dei più tosti alpinisti della nuova generazione: François Cazzanelli. Non sono dovuti andare molto lontano per trovarlo, due valli più a est c’è la Valtournenche, con il Cervino e le Les Grandes Murailles, che con François sono state protagoniste della serata.

François Cazzanelli, classe 1990, diventato giovanissimo Guida Alpina seguendo le orme di papà Valter, atleta per l’alpinismo nel CS Esercito di Courmayeur, una volta congedatosi, oltre a fare la Guida Alpina a tempo pieno è diventato un alpinista di punta della scena nazionale e internazionale, coniugando l’alpinismo tradizionale e quello in velocità. Ha salito 71 volte il Cervino, per 15 vie diverse (di cui una inedita, la Diretta allo Scudo sul Pic Tyndall), ha viaggiato sulle grandi montagne del mondo, dall’Himalaya alla Patagonia, dall’Antartide all’Alaska, ha portato come Guida un cliente in punta al mondo, sull’Everest, e sei giorni dopo è salito con il suo mentore Marco Camandona un altro “ottomila”, il Lothse.

Con questo filmato François introduce la serata dal Cervino all’Himalaya, alla quale mi è venuto spontaneo aggiungere “Fast and Traditional”, cioè veloce e tradizionale. Come altro definire uno che riceve un messaggio da Kilian Jornet “Sono a Cervinia, andiamo a far qualcosa?” e due giorni dopo fanno il giro delle creste delle Grandes Murailles in 10 ore partendo dall’ufficio delle Guide Alpine se questo alpinista è lo stesso che per sei anni si mette in testa di salire una nuova via sul Cervino, e dopo il primo tentativo del 2012, ci riesce dopo innumerevoli ore passate a studiare la montagna e tentativi di progressione sulla parete stessa, 6 anni dopo nel 2018, ribattezzando “Diretta allo Scudo” questa salita sul Pic Tyndall. François Cazzanelli unisce la ricerca delle difficoltà alpinistiche alla performance atletica, una via tracciata da illustri protagonisti dell’alpinismo come Jean Marc Boivin, Ueli Steck e dallo stesso Kilian. Emozionante il filmato sulla salita, e la discesa, delle 4 creste del Cervino nello stesso giorno, anzi in 16h4m, assieme all’amico e collega svizzero Andreas Steindl, una performance che migliora quella di un altro fuoriclasse dell’alpinismo mondiale, Hans Kammerlander, che con Diego Wellig compì questa impresa nel 1992 in 23 ore.
Poi l’ultimo filmato, quello sull’impresa più recente, la salita al Monte Bianco per l’Integrale della Cresta di Peuterey, la cresta più difficile e ambita dell Alpi, sempre con l’amico e compagno di cordata Andreas Steindl, salita fatta in 12 ore e completata con la discesa dalla via Normale italiana in 15h55m.

“Può sembrare tutto facile – dice François Cazzanelli rispondendo alle domande del folto pubblico presente alla serata – ma non è così. Dietro a tutto questo ci sono anni di preparazione, di formazione alpinistica e di studio della storia di queste montagne. Poi non sempre le cose vanno per il verso giusto. Tre anni fa’, nella spedizione in Nepal sull'inviolata cima del Kimshung, sono stato colpito da una scarica di pietre e ho rischiato di morire. Sono tornato a casa grazie al mio compagno di spedizione Giampaolo Corona, che è riuscito a calarmi in corda doppia dalla parete che stavamo scalando e ad assistermi nell’attesa del soccorso. Sono situazioni che in montagna capitano, ma una volta guarito non ho perso la voglia di andare in montagna e confrontarmi con i miei limiti e le mie paure. Nell’alpinismo bisogna saper gestire il rischio, conoscere i propri limiti e affrontare le salite sapendo fin dove si può osare, non barare con se stessi ed essere preparati ad ogni situazione. E’ così quando faccio alpinismo per me stesso e quando lavoro come Guida Alpina, anzi lì devo sempre valutare bene anche per chi si lega in cordata con me. Il richiamo della montagna non deve mai essere più forte della sicurezza del ritorno a casa integro, magari sfinito ma felice di quel che si ha vissuto in montagna.

Per chi volesse vederlo prossimamente ci saranno le serate di Torgnon il 14 agosto e Valtournenche il 16 agosto.

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

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