"Green wheel": l’energia vien pedalando!

Di ALBERTO ,

green wheel
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Presentata a Copenhagen il primo prototipo di bicicletta che produce elettricità.

Due ruote ecologiche per la bici che trasforma l’energia cinetica in energia elettrica.  L’idea è tutta italiana sebbene sia stata realizzata presso il MIT di Boston. A rivendicarne la paternità è infatti uno scienziato italiano, Carlo Ratti.
La ruota posteriore del gioiellino ecologico presenta, al suo centro, una batteria ibrida che garantisce la pedalata assistita, unitamente ad un apposito chip bluetooth per le comunicazioni. Inoltre, è dotata a specialissimi sensori che, in collegamento costante con lo smartphone del ciclista, consentono in tempo reale l’ottenimento di tutte le informazioni sulle condizioni di traffico, inquinamento e percorso e, persino, sulle calorie bruciate durante la pedalata. Informazioni che vengono trasmesse in modalità senza fili sullo smartphone collocato sul manubrio. Ed ecco che la magica bici può avere in funzione anche un gps, oltre che stabilire se pedalare in modalità normale oppure turbo.
«L’idea mi è venuta pensando alla Formula Uno, ovvero al kers», dice il giovane professor Ratti spiegando che il kers altro non è se non l'acronimo (inglese) di un sistema di recupero dell'energia cinetica che si trova dentro le ruote e nel motore dei bolidi della Formula uno. Semplice no? No, ovviamente. Ma alla Ducati energia hanno capito subito che era il caso di dar retta a questo giovane professore italiano a capo di un team di una trentina di persone, età media trent’anni. «Sono entrata in contatto con loro grazie al ministero dell'Ambiente italiano», spiega Federica Guidi, sicura — come direttore generale della Ducati — che nel giro di sei mesi il prototipo di questa bicicletta sarà disponibile sul mercato a non più di mille euro.

«A Copenaghen la bicicletta è un mezzo molto usato e noi dobbiamo prendere esempio da qui perché la lotta per la salvezza del pianeta passa molto attraverso i nuovi stili di vita», ha detto Stefania Prestigiacomo, che come ministro dell’Ambiente ha cofinanziato la realizzazione di questa bicicletta elettrica.



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