Itinerario escursionismo: da Saint-Jacques (1689 m) al Rifugio Mezzalama (3009 m)

Di GIANCARLO COSTA ,

Itinerario escusionistico al Rifugio Mezzalama in Val d'Ayas (foto Laura Cacciola)
Itinerario escusionistico al Rifugio Mezzalama in Val d'Ayas (foto Laura Cacciola)

Di Laura Cacciola

Un’escursione classica della Valle d’Ayas che richiede alcune ore di cammino, appassionando sempre più, lungo il tragitto, per la varietà dei paesaggi che si vanno ad incontrare: si alternano infatti il Beau Bois, il Pian di Verra Inferiore e il Lago Blu sino alla meta in questione, situata tra il piccolo e il grande ghiacciaio di Verra.

Per raggiungere la valle d’Ayas, bisogna percorrere l’autostrada A5 Torino-Aosta, uscendo al casello di Verrès. Da qui, proseguire dritti vero il centro abitato per circa 200 m e svoltare poi a sinistra, come indicano i cartelli, per imboccare la strada regionale 45 per Ayas-Champoluc, circa 32 km. La valle è molto lunga, per cui richiede di passare una serie di centri abitati sino a Brusson e poi ancora su verso Champoluc per un tempo di percorrenza di circa 40 minuti. Superato il centro abitato di Champoluc, è necessario proseguire ancora verso Frachey e Saint Jacques, l’ultimo paesino della valle dove lasciare la vettura nel parcheggio subito visibile sulla destra appena arrivati, ultima possibilità per trovare posteggio sicuro. In alternativa, visto che i posti auto sono limitati, ci si può fermare nella precedente frazione di Frachey, all’ampio parcheggio per gli impianti sciistici e proseguire a bordo del servizio navetta sino a Jean Jacques.

Da qui, occorre procedere a piedi lungo la strada asfaltata che fiancheggia il torrente Evançon fino alle ultime case, dove sulla sinistra si attraversa un ponticello e la segnaletica ci invita a seguire il segnavia 7. Attraversato il ponticello, si risale per la mulattiera fino ai pressi dell’abitato dell’antico paesino walser di Fiery. Ignorando la deviazione per il Petit Bar ma ripiegando sulla destra, il cammino prosegue verso una piccola radura che accoglie la vecchia pensione Bellevue, nota per aver ospitato tra gli altri il poeta Guido Gozzano. Lasciata alle nostre spalle, si sale ancora per il bosco dove all’incrocio con un’altra segnaletica verticale, bisogna seguire il cartello che indica di avanzare verso destra in direzione Pian di Verra Inferiore. Ancora 10 minuti di cammino e in men che non si dica il bosco diviene un lontano ricordo. Davanti a noi, l’ampia radura del Pian di Verra si apre a ventaglio, offrendo per la prima volta un incantato scorcio su alcune delle vette principali del ghiacciaio del Rosa. Il sentiero fin qui percorso si ricongiunge con la strada sterrata che arriva da Saint Jacques, e che poi prosegue sino al Pian di Verra Superiore, anch’essa percorribile a piedi ma decisamente meno interessante dal punto di vista escursionistico, oppure sfruttabile con il servizio di taxi-jeep messo a disposizione dalla forestale. Meglio lasciare però questa possibilità a chi ha magari difficoltà motorie o a chi dovrà apprestarsi a fare delle scalate alpinistiche, perché il contatto con la natura merita davvero di essere vissuto.

Restando sulla sinistra del pianoro, lo si attraversa in tutta la sua lunghezza sino al fondo dove s’incontra un ponte. Due le alternative: la prima è proseguire lungo la carrozzabile che porta sino al Pian di Verra Superiore dove, poco prima degli alpeggi, sulla sinistra si trovano le indicazioni per il rifugio Mezzalama. Questa via escluderebbe però la visione dell’incantevole Lago Blu col suo azzurro cangiante, tappa che merita senza alcun dubbio una visita. La seconda opzione è dunque quella di non attraversare il ponte, rimanere sulla sinistra e salire lungo un sentierino che si arrampica sino al ponte che delimita il bacino del lago. Il Lago Blu è molto conosciuto perché facilmente raggiungibile e per la sua colorazione così viva, dovuta alla presenza nel suo fondale di limo glaciale, prodotto della disgregazione delle rocce serpentinose, le stesse che compongono anche la cresta morenica che lo delimita.

Il cammino può proseguire lungo la riva alta del lago, prendendo la traccia che si abbassa sulla destra e che porta ad attraversare due ponti in legno costruiti su massicciate di pietra disposti a “L”. Da qui il sentiero conduce verso il pendio erboso della morena che superato consentirà con un breve tratto in discesa di arrivare sulla strada poderale che congiunge il Pian di Verra Inferiore a quello Superiore. Quest’ultimo tratto descritto, è stato introdotto recentemente per evitare di prendere la cresta della morena proprio a partire dal Lago Blu: sicuramente tracciato più suggestivo, che consente di rimanere in quota e di salire più dolcemente, ma anche maggiormente esposto e pericoloso, poiché se erboso sulla destra, friabile sulla sinistra e per questo in certi punti franoso e ormai caduto in disuso. La nuova via si ricongiunge invece al termine della cresta morenica raggiungendola dal basso e per questo richiede un po’ più di fatica. Un volta sulla poderale sterrata, dunque, l’occasione è buona per riprendere fiato perché, dopo dieci minuti di strada, il segnavia ben evidente ci porta a svoltare sulla sinistra e, da questo momento in poi, la difficoltà del sentiero aumenta di livello per la pendenza e la tipologia di terreno. Il tracciato continua ad arrampicare per le prossime 2h circa rimanenti, fino agli ultimi 50 m leggermente esposti, dove il passaggio si fa più stretto e il terreno più sabbioso e sdrucciolevole. Finalmente però il rifugio è lì, con dietro il ghiacciaio a fare da sfondo e più in alto il rifugio delle Guide della Valle d’Ayas (3394 m) ad imperare sulle Rocce di Lambronecca.

Entrambi i rifugi sono una base di partenza per le ascensioni in cordata sulle cime del Breithorn, di Castore, Roccia Nera e Polluce; gli stessi che nel precedente itinerario del Mont Glacier si vedevano in lontananza, ora sembra di poterli toccare con mano. Nulla può interrompere la contemplazione di questa meraviglia, se non l’amara constatazione che questo ghiacciaio sta subendo una regressione costante e veloce, vittima anche lui di un riscaldamento globale che, nonostante i vari moniti, è un problema non ancora preso in esame con la dovuta attenzione che merita. Questa meta può essere un luogo facilmente accessibile da dove poter vedere con i propri occhi il cambiamento che il paesaggio sta subendo con le conseguenze che ne derivano, e prendere piena coscienza della problematica.

Scheda intinerario

Partenza: Saint-Jacques (1689 m)

Arrivo: Rifugio Mezzalama (3009 m)

Difficoltà: E

Tempo di percorrenza: 4h 45 min.

Segnavia: 7

Valle d’Ayas – Riferimenti utili:

Ufficio del Turismo – Ayas Champoluc

Route Varasc, n. 16, 11020 Ayas (AO)

Tel. 0125 307392

Fax 0125 307785

Indirizzo internet: http://www.valdayas-monterosa.it/Default.aspx

E-mail: info@valdayas-monterosa.com

Rifugio Alpino Mezzalama

Gestione: Coop. Soc. La Barma Des Fleurs De Glace

Tel. 0125 307266. In periodo di chiusura 0165 76791

Sito Internet: http://www.rifugiomezzalama.it/

E-mail: info@rifugiomezzalama.it

Periodo di apertura: luglio – primi di settembre. Altri periodi su richiesta.

Totale posti letto: 36

Totale camere: 2

Ottorino Mezzalama (1888 – 1931)

Bolognese di nascita, Ottorino Mezzalama è considerato il pioniere dello scialpinismo italiano. Trasferitosi a Torino, entrò subito a far parte della locale sezione del CAI, oggi proprietaria del rifugio a lui intitolato, che fece erigere nel 1934 con successivo ampliamento nel 1987. Deceduto a causa di una slavina mentre scendeva dall’allora rifugio Regina Elena, oggi Gino Biasi, in Sudtirolo, a Mezzalama è dedicato anche lo storico Trofeo che porta il suo nome, la gara di sci-alpinistico più alta del mondo, oltre che il “Mezzalama Skyrace” (http://www.trofeomezzalama.org/mezzalama_i.asp).

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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