L'orizzonte verticale dei fratelli Riegler

Di GIANCARLO COSTA ,

Fratelli-Riegler-sulle-Dolomiti
Fratelli-Riegler-sulle-Dolomiti

Nel corso della Settimana Santa, l'altoatesino Florian Riegler dell'alpineXtrem Team di SALEWA e il fratello Martin si sono "concessi" due vie sulle Dolomiti di assoluto valore alpinistico: il 7 aprile hanno affrontato on sight il "Karies"del Sasso Lungo e cinque giorni più tardi hanno ripetuto "Zauberlehrling" della Cima Scotoni.

L'amore per la montagna non si ferma mai. Anche nelle feste comandate chi ama misurarsi con il mondo verticale, preferisce imbrago e moschettoni lasciando ad altri i pranzi e i festeggiamenti. E così, i fratelli Riegler, hanno deciso di inaugurare la propria stagione in parete con due vie note nell'ambiente come estremamente impegnative. Vediamole insieme attraverso il racconto in prima persona di Florian Riegler, atleta del SALEWA alpineXtrem Team.

"Karies" 7c, 300 metri, prima ripetizione a vista

Con una  mano sul volante e una che sistema l'auricolare del cellulare, mio fratello guida lungo i tornanti che ci portano al Passo Sella. Alcuni amici ci hanno informato di una via  impegnativa sul Dente del Sasso Lungo, ma per raggiungerla dobbiamo chiedere informazioni ad Adam Holzknecht, che nel 2003 è stato il primo, assieme a Karl Unterkircher, ad affrontare il "Karies", aprendo quella che probabilmente resta la via più difficile al massiccio del Sasso Lungo.

Ai piedi della montagna c'è ancora tanta neve e, al fianco di alcuni scialpinisti, raggiungiamo l'attacco della via. Si tratta di un tracciato difficile, classificato giallo. La temperatura è gradevolmente calda, e ben presto partiamo per l'attacco alla salita. I primi metri sono su pietrisco, successivamente incontriamo roccia, che affrontiamo più agevolmente. La scalata è molto interessante e le protezioni sono audaci. Tesi e concentrati affrontiamo la nostra salita, metro dopo metro, con estrema attenzione: siamo emozionati, ma anche prudenti. Ci sentiamo bene: l'allenamento intenso a cui ci siamo sottoposti nei mesi invernali sta dando i suoi frutti e tutte le 8 lunghezze della corda le percorriamo on sight. Raggiungiamo la vetta provati per lo sforzo fisico. Neanche il tempo di goderci la conquista e il tempo peggiora, tanto che da lì a poco scenderanno grandi fiocchi di neve. La discesa nella nebbia è l'ultima prova della giornata per i nostri nervi.

"Zauberlehrling" 7c, 700 metri, 1° libera in giornata

Di questa classica sulla Cima Scotoni ne avevamo sentito parlare. Notevolmente più impegnativa della "Via attraverso il Pesce" sulla Marmolada, un vero gioiello delle Dolomiti, non è più stata scalata dall'epoca della prima ascesa da parte di Christoph Hainz e Oswald Celva, ben 19 anni fa.

La sveglia indica le 4.30 e io sono in fibrillazione da giorni. Sotto la parete gigantesca controlliamo ancora una volta tutta la nostra attrezzatura: per lungo tempo abbiamo parlato di ridurre allo stretto necessario l'equipaggiamento. Ci aspetta una scalata da 750 m, con grado di difficoltà 7, 8 e 9. Fa molto freddo e i nostri movimenti sono simili a quelli di un robot che si muove lentamente. E lentamente, ma con sicurezza avanziamo sulla roccia in parte fragile. Il sole è ancora nascosto dietro la parete.

Nell'ultimo tiro di corda sento che le forze mi stanno lasciando. Sono talmente esausto che le mani mi si aprono senza volerlo. Inciampo nella corda e per fortuna i ganci tengono. Martin mi lascia, io lascio andare la corda e dopo una breve pausa riprovo. Stavolta tutto funziona alla perfezione e posso ripartire per un altro tiro. Dopo 7 lunghe ore facciamo una breve pausa. Torniamo a infilarci le nostre scarpette e riprendiamo la via. I dieci successivi tiri di corda sono una vera e propria lotta, impegnativa e massacrante: trovare la via è una vera lotteria. La scalata, molto impegnativa dal punto di vista psicologico, ci prosciuga le ultime energie. Dopo 11 ore raggiungiamo il secondo punto di sosta, anche se la cima proprio non ne vuole sapere di avvicinarsi. Diventa buio, fa freddo e alcun passaggi sono bagnati. Tiriamo fuori le lampade e via, procediamo ancora più veloci! Dopo 15 ore di tensione, la mia concentrazione è oramai allo stremo. Non sento più niente. Né dolore né gioia. Proseguiamo l'ascensione, sempre più su e verso le 22.30 siamo immersi nella neve: la cima, finalmente. Esausti ma pieni di felicità, iniziamo la discesa e all'una di notte siamo di nuovo in auto. Ci prepariamo un piatto di spaghetti, un premio che ci concediamo, per aver compiuto, in 24 ore, "Zauberlehrling" in libera.

Comunicato LDL COMunicazione (ufficio stampa SALEWA Italia)

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



Può interessarti