L’Alpinismo è diventato Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco

Di GIANCARLO COSTA ,

L'uomo simbolo dell'Alpinismo Walter Bonatti al Grand Pilier d'Angle (foto archivio Bonatti Centro Documentazione Alpina)
L'uomo simbolo dell'Alpinismo Walter Bonatti al Grand Pilier d'Angle (foto archivio Bonatti Centro Documentazione Alpina)

L’Alpinismo è entrato nella lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. I 178 paesi che compongono il Comitato Intergovernativo dell’UNESCO - riuniti in Colombia, a Bogotá - hanno votato ieria favore dell’iscrizione ai sensi della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, siglata a Parigi nel 2003.

Il dossier è stato presentato da una “cordata” internazionale Italia, Francia e Svizzera, con la Francia nel ruolo di capofila. D’altronde l’Alpinismo è nato sulle montagne di queste 3 nazioni, ed è un patrimonio che va oltre ai confini nazionali. L’UNESCO ha riconosciuto l’elevato valore della candidatura, congratulandosi con gli Stati proponenti per aver elaborato un dossier multinazionale di alta qualità che riflette la collaborazione tra le comunità sia nella preparazione della candidatura sia nella salvaguardia dell'elemento, sottolinea l'importanza delle conoscenze tradizionali sulla natura e fornisce un esempio virtuoso di un rapporto sostenibile tra l'uomo e il suo ambiente.

Per parte italiana, oltre al Comune di Courmayeur, che dal 2008 ha sostenuto la candidatura, un ruolo determinante è stato svolto dal CAI attraverso il contributo scientifico del Museo Nazionale della Montagna - CAI Torino, che ha contribuito alla redazione del dossier tecnico, e dal CONAGAI - Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane. Il supporto istituzionale a livello nazionale è stato garantito dal prezioso lavoro della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO e dal MiBACT - Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo.

Il Comitato riconosce che l'iscrizione dell'Alpinismo evidenzia lo stretto rapporto tra patrimonio culturale immateriale, ambiente e sviluppo sostenibile, rafforza il senso di responsabilità condivisa per il mantenimento e il recupero di luoghi di notevole valore sociale e sensibilizza gli Stati contraenti in merito alla presenza di una storia e di valori comuni.

Il riconoscimento UNESCO apre la strada ad azioni concrete a favore dell’Alpinismo. Temi cruciali sui quali lavoreranno tutti i partner con un coordinamento internazionale sono l’evoluzione della pratica davanti agli effetti dei cambiamenti climatici, l’adozione di strategie comuni davanti alla questione della responsabilità e dell’assunzione del rischio da parte degli alpinisti, in particolar modo gli accompagnatori, il mantenimento e il rinnovamento anche tecnologico dei rifugi nell’ottica della sostenibilità, la documentazione e valorizzazione culturale, la trasmissione della pratica alle nuove generazioni, la libertà di esercizio dell’alpinismo nel rispetto dell’ambiente e della natura.

Fonte museomontagna

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

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