Nunavik Adventure Challenge: correre con gli Innuit

Di GIANCARLO COSTA ,

AURORA_BOREALE_VILLAGGIO.jpg (foto Roberto Mattioli)
AURORA_BOREALE_VILLAGGIO.jpg (foto Roberto Mattioli)

NUNAVIK  ADVENTURE  CHALLENGE  è un progetto  per  fare  conoscere  e  praticare ai giovani  Innuit  della  regione NUNAVIK  le  varie discipline outdoor.

Questo territorio situato nell'estremo nord del Quebec in Canada, ha una superficie grande quanto la Francia ed una popolazione di  12.000 abitanti distribuiti  in 14 villaggi situati lungo la costa.  

É accessibile  solo in aereo e nel breve periodo estivo anche via mare con navi mercantili.

Dal  6 al 20 Settembre lo staff di Endurance Adventure.com , che  gestisce il progetto, incaricato da  KATIVIK,  il Governo Regionale  Nunavik e  da MAKIVIK Corporation, l'Autorità che tutela i diritti del popolo Innuit,  ha organizzato   la  terza  edizione,  con  due eventi:  il  primo nel  villaggio  di Ivujivik  ed  il secondo nel villaggio di  Salluit.

La NAC è una settimana di sport e avventura nella quale  i giovani apprendono le tecniche  degli sport outdoor, sia  in termini  teorici che  pratici, partecipando alle varie escursioni  di trekking,  di mountain bike, di orientamento, di canoa e di scalata,  inquadrati e seguiti da  atleti d'élite di “adventure race”.

La settimana termina  il sabato con  la NUNAVIK ADVENTURE RACE,  ideata per  far debuttare

i giovani Innuit nel mondo delle  “Adventure race”.

Lo staff di Endurance Aventure.com  in questa occasione, era composto da  14 canadesi di cui 4 Innuit, da due francesi e da due italiani; Stefania ed il sottoscritto.

I giovani  e   tutta la comunità Innuit, hanno partecipato con grande entusiasmo ed  in modo massiccio ai due eventi che si sono susseguiti nelle due settimane di settembre.

Nel piccolo villaggio di IVUJIVIC  (327 abitanti), il centro abitato più a Nord del Quebec, situato  nella Baia di Hudson  e successivamente, nel  villaggio  più vicino a 120 km  di distanza, SALLUIT (1.200 abitanti)  durante tutta la settimana  i  ragazzi, ma anche tanti  adulti, che non hanno resistito al  richiamo degli sport outdoor,  si sono cimentati  nelle prove di kayak, di mountain bike e di scalata.  Per  molti di loro era la  “prima  volta”,  ma la velocità di apprendimento e adattamento ci  ha  stupito. Dopo la prima  salita con la mountain bike  a spinta,  hanno ben presto imparato che il cambio anteriore e posteriore  permetteva  di salire  con uno sforzo minimo. Stessa cosa in kayak, due giri su se stessi e poi via,  per  andare diritti bisogna pagaiare con la stessa intensità a destra e sinistra. Per la scalata  e  i passaggi di corda invece, eravamo noi quelli più in apprensione.

Spettacolare  la  “tirolese”  lunga  180 metri, dalla quale i  ragazzi si lanciavano per passare da una sponda all'altra di uno dei tanti laghi  di cui è disseminato il Nunavik.  Per decidere il punto esatto in cui  installarla, abbiamo utilizzato il  GPS,  localizzando prima i due waypoint sulle sponde del lago e verificando poi la distanza fra di loro e la differenza di quota per calcolare lunghezza e pendenza delle corde.

Bravi e nessuna titubanza questi ragazzi, tutti hanno seguito le istruzioni, ma soprattutto nessuno  ha avuto timore o paura “del vuoto”.

Si fa presto a capire che sono cresciuti in un ambiente  in cui la forza della natura ha ancora una grande importanza.  In questo breve periodo estivo la temperatura  varia fra i 3° ed i 10° , mentre  la temperatura media in gennaio è -35°,  ma scende  molte  volte  a meno 40°.

Il paesaggio è  quasi lunare,  non ci sono né alberi né cespugli, il limite della loro crescita è  600 km. più a sud.  Solo muschi e licheni,  che di tanto in tanto, ricoprono tratti  di   roccia e granito levigati   dal ghiaccio e  dalle nevi  che  al  disgelo  formano  migliaia di laghi e torrenti con acque   pure  e limpide.

Per tutta la nostra permanenza  abbiamo   bevuto  queste  acque  rifornendoci  dai  torrenti  con taniche. Oltre  ad  organizzare   escursioni ed allenamenti quotidiani  coi  giovani Innuit,  lavoriamo  alla  preparazione dell' Adventure Race  del sabato.

Quando ci  allontaniamo  troppo  dal  villaggio,  per cercare  i  vari punti di passaggio,  portiamo sempre con noi, oltre al GPS,  un fucile,  un coltello,  alcuni razzi   e  bombolette di  gas narcotizzante anti-orso.

Qui  infatti le  visite di orsi  polari  sono  abbastanza  frequenti:  nell'inverso scorso  uno si è spinto sino in paese  aggredendo un bambino,  mentre  diversi  gruppi di  lupi artici  sono stati avvistati    non molto distante.  Il GPS  invece  ci serve   per   tracciare  il percorso che  poi  riportiamo sul computer  con  i vari ceck point  e  relative altimetrie, e diventa indispensabile per   trovare la strada del ritorno quando scendono  all'improvviso  le nuvole, riducendo la visibilità  a  zero; cosa che qui succede  in  continuazione.

Proprio  questo tempo  così variabile,  rappresenta  l'incognita del Grande Nord.  Gli aerei  infatti  a queste latitudini, volano a vista,  in quanto non c'è alcuna copertura  di  “torri di controllo” e  l'atterraggio nelle  piccole piste  ghiaiate  dei  villaggi  è possibile solo quando  la  visibilità lo consente.

Dopo  una  prima settimana ininterrotta di bel tempo,  evento  più unico che raro  in questo luoghi,  nei giorni successivi è  la  pioggia  ed il  vento  che  ci tengono compagnia.

Questo  però non  ci  impedisce di  apprezzare   la   bellezza  di   questi  spazi  immensi  e  vuoti.

Anzi  il  grigiore  della  pioggia  e  delle nuvole  basse  che si posano sul mare  rende tutto quasi surreale; il  cielo si unisce a   terra ed acqua e  ti  senti  un piccolo elemento integrante di questa natura.  In  una di queste giornate, con pioggia e vento,  usciamo  in kayak  ed  abbiamo  la  fortuna

di   incontrare  prima  un   gruppo  di  beluga   e   poi   un branco  di  grosse   foche  che nuotando sul dorso ad una velocità incredibile, prima  puntano su di noi e all'ultimo istante si immergono passando sotto i nostri kayak per riemergere poco più  avanti.  Bellissimo,  un  attimo di incredibile  emozione.

Il giorno della  gara  è una  gran festa,  e  dobbiamo  limitare  il numero dei concorrenti a 40 per le bici ed i kayak che  abbiamo   portato e  messo a disposizione dei ragazzi.

Pensate il  12% della popolazione  in gara:   immaginate  se  a  Milano  partecipassero  il 12%  degli abitanti: avremmo  una  gara  con  156.000  concorrenti !!!

E' un  evento  anche per  l'intera  comunità  del villaggio.  Il  sorriso con cui   questi  ragazzi   affrontano la competizione  e   tagliano il traguardo è  per noi una grande  soddisfazione. 

Una  menzione a parte  per  i due giovani  vincitori  a  Salluit: Audlauk  di  15 anni e  Saviakjuq  di  16 anni. Questi, dopo  essersi iscritti  di  buonora, sono  partiti a bordo del loro quad e con tanto di fucile hanno  sparato  al colpito al volo  due  anitre  artiche,  proprio mentre  transitavano vicino  a  me  intento  in quel momento a  segnalare con  bandierine il percorso. Bravissimi e grande colpo d'occhio.  Poi dopo  aver  gareggiato e vinto, sempre per  non perdere tempo, nell'attesa della premiazione, sono ripartiti a caccia e li rivedo, sorridenti più che mai, con  altre sette anitre in bella mostra  sul  davanti del quad. Mi complimento con loro per  il bottino della  giornata, ben nove anitre. Sono la conferma  che  la  caccia   rappresenta  per gli Innuit  una  parte importante della loro vita, ma soprattutto, da questi parti, si diventa grandi alla svelta.

Nella   serata della  premiazione, all'interno della  palestra della scuola, dove si entra senza scarpe per non sporcare, tutti  riceveranno un premio. Si tratta di articoli  sportivi, come snowboard, zaini, ecc.,  così potranno  continuare  a  fare  sport  anche dopo la nostra partenza.

Vedere tante persone,  giovani  e adulti contenti e riconoscenti ci riempie di gioia; ci  chiedono  quando  torniamo: “next winter” rispondiamo. “Next  week ?“ no, magari: “next winter” per una nuova avventura nella  stagione  per eccellenza della  regione  artica.

Un  territorio  tutto  da scoprire il Nunavik,  ancora  molto selvaggio e  incontaminato e pertanto  in grado di regalare grandi emozioni.

(Roberto Mattioli)

Per  tante altre curiosità : www.nunavikadventurechallenge.comwww.nunavik-tourism.com

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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