Op Foto-Experience alla Winter Universiade del Trentino

Di MARCO CESTE ,

Winter Universiade del Trentino
Winter Universiade del Trentino

di Paolo Meitre Libertini

Con la rubrica fotografica sui canali di Outdoor Passion,  inizia per noi una nuova sezione di esperienze fotografiche, denominata appunto OP foto-experience  e lo fa in grande stile con la nostra presenza alle  26° Winter Universiade del Trentino con Il nostro piccolo staff composto da 4 fotografi provenienti da Milano, Bergamo, dalla Valle d’Aosta e il sottoscritto da Torino.

Organizzare una trasferta come questa, significa partire in tempo per poter inoltrare le richieste di accredito all’organizzazione internazionale, per l’invio dei documenti necessari e le foto da inserire sui pass. Coordinare tutti gli orari, gli spostamenti e poter trovare e riservare l’alloggio.

Per assurdo, l’aspetto fotografico, resta l’ultimo problema in ordine di cronologia.  La manifestazione aveva una durata di 11 giorni, ma noi abbiamo avuto la possibilità di lavorare solo nel week end. Per cui, primo vincolo: trovare una sistemazione che ci permettesse di poter seguire la maggior parte degli eventi in programma, senza dover effettuare spostamenti chilometrici. Dopo un’accurata ricerca, la scelta è caduta sulla Val di Fiemme ed in particolare su Ziano di Fiemme, piccola località a cinque minuti dal lago di Tesero e Predazzo luoghi che ospitavano le gare di biathlon, fondo, e trampolino. A circa 15 minuti inoltre, la cittadina di Cavalese che invece possiede lo stadio del ghiaccio dove si sono disputate alcune partite di ice hockey. Sulla via del ritorno, sopra a Trento, Monte Bondone per lo snowboard e poi ancora giù in città per il pattinaggio artistico.

Per quanto riguarda l’attrezzatura fotografica, quella da grandi occasioni: Doppi corpi macchina, teleobiettivi che andavano dal 70/200 al 200/400 al 300 mm più alcuni grandangoli spinti, come il fisheye da 10,5mm.

Primo giorno:

Tre tappe sull’autostrada TO/MI/VE : Santhià per tirare su Alexis che arriva da Aosta, Milano per Marcello e Bergamo per Maurizio. Viaggio fino a Trento dove, al Sanbapòlis è situato il cuore pulsante delle Universiadi e dove completiamo gli accrediti ritirando i pass e le pettorine che certificano la nostra ufficialità come fotografi.

Sbrigate le iscrizioni varie, ripartiamo verso Ziano di Fiemme. Saliamo, saliamo e saliamo ma non troviamo tracce di neve. Inquietante!  Decidiamo di andare a fare un primo sopralluogo appena arrivati. E’ di fondamentale importanza arrivare il giorno delle gare e sapere già dove posizionarsi. I fotografi sono una brutta razza: Ovviamente tutti cercano il posto migliore e arrivano 2 ore prima per posizionarsi.

Secondo giorno:

Sveglia quasi all’alba, colazione abbondante per arrivare al lago (di Tesero) dove iniziano i training di duathlon: tutti all’ombra, il freddo ci dà il benvenuto. Tiriamo fuori le fotocamere, montiamo i tele, qui si lavora solo da lontano ma con un 70/200 si può già ottenere qualche buon risultato. Considerando che gli sfondi sono “sporchi” (case, cartelli ecc..) dobbiamo lavorare con diaframmi aperti per sfuocare tutto quanto dieto i nostri soggetti.

Iniziamo a scattare senza sosta. Dal duathlon passiamo al fondo. Molto interessanti, fotograficamente, tutti i retroscena delle gare: le preparazioni, la sciolinatura, il riscaldamento ecc… Un’aspetto che adoro della fotografia sportiva, è legato alle espressioni degli atleti. Si possono fotografare occhi smarriti, arrabbiati, commossi.  Volti sotto sforzo, urla liberatorie ecc…

Viviamo in questi giorni, in una dimensione olimpica. Siamo al centro del villaggio che ospita il team norvegese accanto quello giapponese. Tutte le persone accanto a noi indossano tute colorate , tutto intorno è colore e si percepisce nell’aria adrenalina pura. Le fotocamere sembrano possedute, sembra vogliano sfuggire dalle nostre mani per andare a fotografare tutto quanto !! Contagioso!

Ormai è sceso il buio e ci spostiamo in zona trampolino. Anche qui la neve che troviamo ricopre appena le strutture. Qui si fa sul serio. È buio, i fari illuminano la neve conferendogli una dominante gialla. Fotograficamente risolviamo il problema scattando in raw o impostando un bilanciamento del bianco adeguato. Ma i problemi non sono solo legati alle dominanti. Qui gli atleti sfrecciano via veloci, come proiettili. I nostri autofocus vengono messi a dura prova. Personalmente monto il 70/200 2,8 e dopo varie prove fatte con gli apripista, decido di impostare il fuoco manuale e scatto con un motore veloce. Davanti a me, la luna quasi piena. Iso piuttosto alti per poter scattare almeno ad 1/800 sec e bloccare l’azione.

La giornata però non finisce qui: Cena e poi alla fine incontro di hockey su ghiaccio. Posti assegnati per i fotografi. Io riesco ad intrufolarmi dietro le panchine delle nazionali. L’aria è elettrica. Le azioni sono velocissime ed il dischetto quasi non si vede (specialmente seguendo le azioni attraverso il mirino con un tele montato dove tutto è ristretto al piccolo campo visivo). Tempi rapidissimi e iso alle stelle.

Fine incontro, stanchi dopo una full immersion fotografica. Rientriamo a casa dove scarichiamo i file prodotti (centinaia di scatti) e facciamo una veloce valutazione, un pò di post produzione ed archiviazione.

Quando spegniamo le luci, la stanza sembra addobbata a natale con tutte le lucine lampeggianti dei carica batterie delle fotocamere. Un presepe fatto da fotografi !!

Terzo giorno:

Oggi ce la prendiamo relativamente comoda perché le prime session iniziano alle 9,30 al Monte Bondone dove ad aspettarci c’è il pipe per lo snowboard.  Grazie ad un burlone ipad/navigatore, la prendiamo un pelino larga ed arriviamo al nostro spot con un po’ di ritardo. Poco male, il pipe è tutto in ombra, arriviamo giusto in tempo per iniziare a fotografare con il sole. È solo un training, ma lavorando durante le prove, è quasi meglio perché i riders girano senza pressione. Photosession con obiettivi corti e fish eye e i motori volano a 8 fotogrammi al secondo per immortalare sequenze della manovre aeree.  Pranzo presso l’accoglienza della zona stampa poi via verso Trento per la sessione finale alle qualificazioni di pattinaggio artistico.  Accoglienza e distribuzione dei posti a bordo pista con tanto di indottrinamento per i regolamenti che dobbiamo rispettare. Concludiamo la nostra esperienza con le grazie delle pattinatrici sul ghiaccio che volteggiano lasciando senza fiato il pubblico rubando applausi ad ogni rotasione. Zoom da 200, fuoco continuo e motore al massimo. Iso alte e tempi rapidi. E’ Trento quindi che prima ci ha dato il benvenuto e adesso ci saluta alla fine del nostro repotage; una breve ma intensa esperienza fotografica alle Universiadi del Trentino 2013.

Per le prossime experience:   www.paolomeitrelibertini.com  pmlibertini@gmail.com



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