Ritirati set da ferrata elastici a rischio, avviata un’indagine secondo il comunicato del Centro studi materiali e tecniche del CAI

Di GIANCARLO COSTA ,

Set da ferrata elastici e non
Set da ferrata elastici e non

Il crescente numero di frequentatori di ferrate ha portato negli anni recenti a un notevole aumento dei tipi di "set da ferrata".

Un notevole progresso nel senso della comodità d'uso è costituito dai "set elastici". Com'è noto i set sono a forma di Y, la cui "gamba" è collegata all'imbracatura dell'utente, mentre i due "bracci" terminano con un moschettone per il collegamento al cavo di sicurezza.

Nei set elastici questi bracci sono a riposo corti; vengono allungati dall'utente quando effettua il collegamento. Sono stati escogitati sistemi ingegnosi per consentire questa "elasticità"; i bracci si possono suddividere tipicamente in due categorie:

A - quelli in cui l'interno è costituito da un cavo elastico, che a riposo mantiene accorciata la parte esterna, portante, costituita da una fettuccia tubolare, non estendibile, "raggrinzita" a fisarmonica fino al momento dell'uso;

B - quelli in cui fibre portanti e fibre elastiche sono in qualche modo commiste ottenendo una massa uniforme, elastica, che si estende fino al punto consentito dalle fibre portanti.

Un set del tipo “B” ha ceduto durante una caduta, per rottura di ambo i bracci, con conseguenze fatali. La ditta costruttrice ha immediatamente richiamato tutti i set esistenti sul mercato, e contemporaneamente un’indagine è stata compiuta su tutti i tipi di set elastici in commercio, da parte del DAV (Deutscher Alpenverein) e del TÜV (Technischer Überwachungsverein) di Monaco.

Gli esperimenti hanno suggerito che in alcuni set di tipo “B”, a causa del ripetuto processo di allungamento, lo sfregamento fra elementi elastici ed elementi portanti genera un’usura di questi ultimi e a un carico di rottura dell'insieme di poche centinaia di kg.

È ancora presto per commenti più precisi. Una riunione congiunta UIAA-CEN si svolgerà a Berna il 6 settembre, per approfondire l'analisi tecnica del problema. Intanto vale però la pena di comunicare i primi risultati della suddetta indagine sperimentale: nella tabella del PDF allegato si elencano i set che al momento sono stati richiamati del costruttore (affected) e quelli giudicati idonei (unaffected).

Fonte CAI, Centro Studi Materiali e Tecniche, 1 Settembre 2012

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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