Salita dell'Aguja de la S nel Gruppo del Fitz Roy per Majori, Farina e Cazzanelli del Centro Sportivo Esercito

Di GIANCARLO COSTA ,

Salita dell'Aguja de la S nel Gruppo del Fitz Roy per Majori, Farina e Cazzanelli del Centro Sportivo Esercito (foto pataclimb.com)
Salita dell'Aguja de la S nel Gruppo del Fitz Roy per Majori, Farina e Cazzanelli del Centro Sportivo Esercito (foto pataclimb.com)

Dopo una lunga attesa, costretti dal tempo inclemente, sabato scorso i tre alpinisti della SMAM hanno raggiunto la cima dell' Aguja de la S dal versante W, nel gruppo del Fitz Roy.

Il clima patagonico è conosciuto da molti alpinisti come inclemente; forti raffiche di vento e continue pioggie di diverse intensità, condizionano le ascese primaverili di molti gruppi di alpinisti che scelgono i gruppi del Fitz Roy e del Cerro Torre come obiettivi alpinistici di rilievo.

I tre alpinisti della Sezione Militare di Alta Montagna hanno a lungo monitorato, in queste settimane, la situazione metereologica e le condizioni dei versanti delle splendide guglie del gruppo del Cerro Torre in attesa di quelle poche e brevi finestre di tempo clemente che permettessero di considerare un'ascensione in condizioni di sicurezza.

Dopo due tentativi non andati a buon fine a causa delle pessime condizioni delle vie nella valle del Torre, Marco Farina, Marco Majori e François Cazzanelli hanno infine optato di eseguire un'ascesa cambiando versante e puntando verso il complesso del Fitz Roy.

Marco Majori ha così raccontato la loro avventura fino alla cima dell'AGUJA DE LA S dal versante W:"...Venerdì 28 Novembre in preda ad un meteo instabile e di difficile determinazione, decidiamo di entrare nella valle del Cerro Torre. L'avvicinamento si rivela un calvario: arriviamo al  bivacco Nipo Nino bagnati fradici e nel bel mezzo di una forte tormenta, che durerà tutta la notte. Cerchiamo di dormire e di far asciugare i vestiti, ma non otteniamo i risultati sperati, anche perchè la tenda mono telo ad un certo punto inizia a far acqua anch'essa. Inoltre abbiamo pochissimo da mangiare, infatti tutto il cibo che avevamo lasciato nascosto la volta precedente, ci è stato tutto mangiato dalla volpe. Non ci perdiamo d'animo, tiriamo la cinghia, battiamo i denti ed il giorno seguente appena cessano le precipitazioni partiamo. La meta prestabilita è il colle Standhart, dove abbiamo in programma un bivacco all'addiaccio e il giorno dopo l'omonima guglia dalla via Exocet. Le alte temperature e la grande quantità di neve da pestare ci fanno sudare parecchio, arriviamo al colle dopo 5 ore. Al colle è come se cambiassimo pianeta: una folta coltre di nubi minacciose in pochi minuti ci avvolge, la temperatura subisce un regolare e drastico calo, il vento fa paura... Dopo aver fatto ognuno le proprie valutazione, giungiamo tutti alla medesima conclusione. Ci ritiriamo per evitare un bivacco al limite e con la consapevolezza di avere scarsissime possibilità di successo.

Torniamo in tenda verso le 17, questa volta un pò abbacchiati, ma nessuno vuole mollare. Decidiamo il piano B per il giorno successivo confidando in un pò di fortuna.

In piena notte sentiamo l'arrivo della cordata svizzera con cui avevamo effettuato l'avvicinamento fino al colle e da doveloro avevano deciso di proseguire. Chiediamo come fosse andata la salita e ci rispondono: "Nous avont fait seulement la premiere longuer. Vous aviez raisons, il n'y avait pas des conditions!"

Il giorno dopo gli svizzeri sarebbero rientrati in paese e così chiediamo se avessero avanzato del cibo e loro, molto gentilmente, ci lasciano una busta liofilizzata da una porzione. Ringraziamo di cuore!

Domenica 30 Novembre ci svegliamo alle 04:00, mangiamo la busta, beviamo un tè, sistemiamo il materiale da bivacco e partiamo. La luce si fa strada nell'oscurità ed assistiamo ad uno spettacolo magnifico. Il cielo è terso, le pareti sembrano dorate, il vento è calmo. Basta questo per farci scordare la fatica e motivarci. Bruciamo i primi 1000m di canale di neve/ghiaccio slegati in 2 ore e 20. Arriviamo al colle degli Austriaci e, tanto per cambiare, inizia a nevicare. Continuiamo sui tiri di roccia, che con scarponi e guanti non si rivelano per niente banali. Il vento si alza e i cristalli di neve diventano proiettili. Non importa! Stavolta si arriva fino in fondo.

Alle 11:00 siamo in cima all'Aguja de l'S. L'emozione della "cumbre" patagonica è come sempre qualcosa di magico ed indescrivibile.

Scendiamo veloci dopo due ore siamo di nuovo al Nipo Nino. Riassettiamo gli zaini e via carichi come muli. Destinazione El Chalten.

Usciamo dal ghiacciaio e nel tragitto tutti cadiamo più volte a causa delle fortissime raffiche di vento, rischiando di farci veramente del male. Alle 20:30 siamo in paese dove soddisfatti ci concediamo una cena di carne al ristorante. ..."

Descrizione particolare: Salita della via "Austriaca" - Versante W - Aguja de la S. (2330m) Gruppo del Fitz Roy - Difficoltà: 50°/6a - Sviluppo: 1350m

Fonte sportmilitarealpino.it

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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