Soccorso Alpino XIIa Canavesana: importante esercitazione e condivisione del ripristino segnaletica sentieri in alta Valle Soana

Di GIANCARLO COSTA ,

SA Target_recuperato (foto Soccorso Alpino)
SA Target_recuperato (foto Soccorso Alpino)

Di Giovanna Autino

Sabato 11 Maggio, in occasione di un’esercitazione della XIIa Delegazione Canavesana del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, i Tecnici Volontari (Te.SA.), superati gli esami finali a Gennaio di quest’anno a Ceresole Reale, sono subito stati sottoposti alla verifica, “sul campo” delle capacità acquisite durante gli oltre due anni formativi con i Tecnici della S.Na.Te., la scuola di formazione interna del C.N.S.A.S., -Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, a cui il Volontario che voglia entrare a far parte del Soccorso Alpino, deve obbligatoriamente aderire.

L’esercitazione si è svolta nel Vallone del Savenca, un torrente impetuoso che scorre in Valchiusella, sopra a Rueglio (To), dal tema: “recupero di infortunato rimasto bloccato su alcuni massi a causa di una piena improvvisa”.

La sua pianificazione è stata fatta, da parte del direttivo della XIIa Canavesana, in modo da mettere in campo non solo la preparazione tecnica ma anche psicologica dei nuovi tecnici Volontari: in gioco la loro capacità organizzativa e di coordinamento delle operazioni, oltre che la loro partecipazione attiva, in una situazione di soccorso e recupero ferito estreme.

Ad aggravare la naturale impervietà del luogo, aumentata dalle piogge abbondanti di queste ultime settimane, l’impossibilità di qualsiasi tipo di comunicazione che non avvenisse tramite le radio del Soccorso Alpino, sia a causa del frastuono tremendo dato dalla portata d’acqua, che al “campo zero” per qualsiasi gestore telefonico.

A tal proposito, Fulvio Conta, delegato della XIIa Canavesana, non ci si raccomanderà mai abbastanza con chi fa sempre troppo affidamento, durante una gita in montagna qualora accadesse un imprevisto, di riuscire a chiamare i soccorsi con il proprio cellulare: decisamente più efficace pianificare con accortezza le proprie escursioni, indicando a chi rimane a casa il luogo prescelto ed evitando di cambiare all’ultimo momento il percorso precedentemente comunicato.

L’esercitazione, iniziata alle 8 del mattino, a cui hanno partecipato una quarantina di Volontari della XIIa Canavesana, si è conclusa con il rientro alla base nel primo pomeriggio: i Volontari, dopo il briefing iniziale, sono stati divisi in quattro squadre, dal lavoro sinergico, ma ognuna con un’area specifica di competenza e di intervento.

Alla S1 affidato il compito di attraversare il torrente Savenca, salire il terreno scosceso in sicurezza e attrezzare un’area di recupero per le funi che la S2, nel frattempo giunta dall’altro lato della parete, avrebbe fatto arrivare, per poi allestire una teleferica con cui recuperare il ferito.

Insieme alla S2 si trovavano anche la S3, responsabile della messa in sicurezza dell’area, i cui componenti hanno lavorato in modo che la S2 e la S4 potessero operare il più liberamente possibile.

È importante tenere presente, infatti, che il luogo era talmente scosceso, con salti di roccia di parecchi metri, zeppo di arbusti, rovi, scivoloso oltre che per le sue caratteristiche fisiche naturali, che per l’abbondanza delle piogge, che tutti i Volontari hanno sempre lavorato, oltre che imbragati e legati a corde tese fra le piante, anche sugli stessi alberi, per poter allestire la teleferica in modo efficace.

Ed infine la S4, formata dai sanitari della delegazione, intervenuti nel momento in cui il ferito è giunto nel posto appositamente attrezzato, per prestargli i primi soccorsi e fornendo l’assistenza necessaria, durante il suo trasferimento in una apposita barella da alpinismo, in un luogo più agevole per poterlo visitare con cura.

Questa esercitazione è stata senza dubbio motivo di grande interesse, e per il tema trattato, il recupero di un ferito all’interno di un corso d’acqua, e per le condizione di pericolo in cui si è svolta, aumentate notevolmente dalla morfologia dell’ambiente stesso.

D’altro canto l’obiettivo principale del C.N.S.A.S. è proprio quello di avere al suo interno figure specifiche addestrate ad operare in ambienti estremi, perché il Volontariato deve necessariamente coincidere con la professionalità: in montagna, come in grotta, la buona volontà non salva la vita.

Ripristino segnaletica sentieri in alta Valle Soana

Sempre sabato 11 Maggio, la Stazione del Soccorso Alpino di Valprato Soana è intervenuta per un importante lavoro di ripristino cartellonistica e rifacimento segnaletica di alcuni tratti di sentieri all’interno ma soprattutto all’esterno del PNGP.

La giornata è iniziata presto, oltre che per il Soccorso Alpino, anche per i Volontari della Pro-Loco di Valprato, che guidati da loro presidente, Bozzato Francesco, hanno operato sui sentieri che conducono al Gruppo Marmotta, al Gruppo Santanel e all'omonimo lago Santanel, a quota 2361.

Il Soccorso Alpino ha lavorato in appoggio ai Volontari della Pro-Loco, sia per aiutarli nel loro operato, che per rendere più sicura l’intera azione di rifacimento e riposizionamento della segnaletica; quest’ultima, acquistata interamente dalla Pro-Loco, va ad integrare e sostituire la vecchia segnaletica ormai quasi inesistente.

Nello specifico la nuova segnaletica prevede il rifacimento di tutta la colorazione bianca e rossa di continuità ormai sbiadita o non più visibile, il posizionamento di nuovi picchetti segnavia nelle zone di pascolo o più aperte e quindi  prive di elementi naturali di riferimento, il rifacimento di omini di pietra molto utili in caso di nebbia e scarsa visibilità ed infine, opera di più grande rilievo, il posizionamento di  quattro nuove  tabelle in legno di segnalazione direzione e tempistica e quattro nuove tabelle di segnalazione località.

È evidente che un sentiero ben tracciato e con segnalazioni costanti e corrette è indice di sicurezza per chi lo percorre. Accadde proprio da queste parti, ricordano alcuni Volontari durante il lavoro di sabato, che pochi anni fa, durante l’estate, proprio una turista Olandese si smarrì nella zona a causa di una fitta nebbia, che le fece perdere l’orientamento proprio a causa di sentieri praticamente privi di segnalazioni e riferimenti. Furono parecchi i Volontari del Soccorso Alpino che la cercarono per una notte intera, temendo il peggio. Fortunatamente all’alba venne ritrovata, infreddolita e molto impaurita, ma senza aver subito alcun danno fisico.

“Pulire un sentiero, marcarlo correttamente, renderne visibile tempi di percorrenza e deviazioni” dice con enfasi il presidente Bozzato, “è senza dubbio un modo per contribuire al rilancio del nostro territorio facendone conoscere i luoghi più nascosti, creando nell’escursionista, o anche nel semplice turista, il desiderio di tornare a camminare in posti incredibilmente affascinanti e selvaggi ma comunque sicuri”.

In attesa di concludere la segnaletica classica, bianca e rossa, sulla parte più alta dei sentieri, al momento ancora coperti dalla neve, un plauso particolare i Volontari lo volgono al Sig. Sergio Chiolerio e Ivana Peronino, a cui si deve la realizzazione delle strutture in legno per l'inserimento della nuova cartellonistica.

Un grazie però deve essere necessariamente dato sia ai Volontari della Pro-Loco, che nonostante la loro giovane età, avendo a cuore la riscoperta e la valorizzazione della loro vallata e delle loro montagne, dedicano parecchio tempo libero ad organizzare eventi per rendere turisticamente appetibile le loro zone sia tecnici Volontari del Soccorso Alpino, che amando il territorio montano in cui vivono, donano aiuto concreto non solo durante le emergenze.

In questo caso, l’appoggio all’opera dei Volontari della Pro-Loco di Valprato è ulteriore testimonianza che gli uomini del Soccorso Alpino sono sempre presenti ed attivi nel presidiare il territorio montano, nello specifico la loro esperienza è stata utilizzata per indicare le zone più idonee al posizionamento della segnaletica, dove è più probabile confondere o perdere il percorso, o dove aumenta la probabilità, a causa della morfologia del terreno, trovarsi quasi improvvisamente a percorrere tratti nella nebbia.

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



Può interessarti