Outdoor in mostra

Di ALBERTO ,

Villa di Celle
Villa di Celle

L’arte è un sempreverde nella fattoria di Celle, dove artisti e creativi di fama internazionale si contendono ampi spazi di radura per le proprie installazioni ambientali. L’iniziativa inaugurata da Giuliano Gori nel lontano 1982 vanta oggi sessanta installazioni, più una manciata in fase di allestimento.

Dopo aver accolto il prestigioso contributo di Daniel Buren nel 2005, il museo en plein air ha recentemente proposto al pubblico due nuove opere permanenti, "Cette Obscure Clarté qui tombe des étoiles" (Questo Oscuro Chiarore che cade dalle stelle) di Anselm Kiefer e "ExCelle" di Marco Tirelli.

Si incontrano tra Firenze e Pistoia questi due artisti, assai diversi per temperamento e ardimenti interiori, per ricerche estetiche e contenuti poetici, ma profondamente accomunati da un'idea dinamica e instabile della pittura.

Anselm Kiefer
Il grande maestro classe ’45 mette in mostra la complessità e l’irrequietezza della sua opera nel tentativo di rielaborare la travagliata storia tedesca, confrontandosi con i drammi del recente nazionalsocialismo.

Palcoscenico di questo dramma artistico diventa la Cascina Terrarossa che predispone due ambienti per l’artista. In uno, spazio simile ad una navata di una chiesa, Kiefer porta due monumentali tele plasmate nei suoi "materiali tosti", piombo, olio, lacca e altro.

Da qui, con una scala reale (quasi una proiezione tridimensionale di quelle dipinte) si arriva ad un altro piccolo spazio, quasi "catartico" dove spicca un totem di libri di piombo, coronato da un orcio di terracotta frantumato, come a lasciar intuire che un invisibile contenuto si sta riversando sui libri e su tutto quello spazio, infondendogli una nuova anima. Come una didascalia mistica, sulla parete appare la scritta in ebraico Shevirat Ha Kelim (La Rottura dei Vasi ), che rimanda ad uno dei più affascinanti e misteriosi concetti della Cabala del mistico ebraico Luria.

Marco Tirelli
Protagonista ardito e raffinato della Nuova Scuola Romana, questo artista sperimenta la scultura, plasmando quattro creature in acciaio corten, che sanno attingere però alle risorse di una maestria pittorica. Emergono in una radura, sul leggero declivio del terrno che le porta sopraelevate rispetto all'installazione di Sol Lewitt, "Cubo senza Cubo". Nel palcoscenico naturale di quasi un ettaro, svettano due elementi dalle forme curve e morbide, e due dalla silhouette scanalata.

Vicinanza non casuale con Sol Lewitt, cui Tirelli è stato legato da profonda amicizia, perché negli spazi di Casapeppe a Celle, l'artista ha collocato una serie di dipinti e disegni in "dialogo ideale" con i quindici wall drawings realizzati nel 2004 da Sol Lewitt, "Pencil lines in four directions and All Their Conbinations on Black Squares", con la mostra "Intorno al visibile" . Qui Tirelli porta le sue affascinanti forme essenziali, geometrie che inseguono una nobilitazione architettonica, emergendo come apparizioni misteriose e enigmatiche sospese su un fondo scuro, in bilico sul confine di ciò che è visibile e ciò che è appena invisibile. E' questa la chiave stilistica di Tirelli, un funambolico gioco di illusioni che sanno raccontare di luoghi, tempi e spazi a chi ha la sensibilità e l'audacia di scoprirli. Buon viaggio.

Informazioni
La Fattoria di Celle - Collezione Gori, Via Montalese 7, Santomato di Pistoia. E' visitabile dal lunedì al sabato, dalla fine di aprile alla fine di ottobre. L'ingresso e la visita guidata sono gratuiti. Per concordare un appuntamento è necessario scrivere una e. mail a goricoll@tin.it o inviare un fax 0573-479486. Info: www.goricoll.it



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