Il Parco Naturale di Rocchetta Tanaro compie 40 anni

Di GIANCARLO COSTA ,

Parco Naturale Rocchetta Tanaro (fonte tripadvisor)
Parco Naturale Rocchetta Tanaro (fonte tripadvisor)

Istituito con Legge regionale del 28 ap rile 1980. n. 31 il Parco Naturale di Rocchetta Tanaro, è uno dei luoghi con la maggior concentrazione di biodiversità di tutto l'ambito collinare monferrino, grazie alla fortunata combinazione di caratteristiche geomorfologiche, microclimatiche e vegetazionali, ma anche storiche e antropologiche. Il parco si trova tra Asti e Alessandria e dista circa 4 chilometri dal paese.
Si raggiunge il parco partendo dall'abitato di Rocchetta e, salendo per circa 4 km, si arriva dopo una galleria di alberi nel parcheggio in terra battuta: ci troviamo al centro del parco nel punto ideale per iniziare l'escursione. E' la zona di maggior altitudine (Quota 220 metri) caratterizzata da fustaie di rovere che dominano la collina accompagnate da ciliegi, roverelle e cerri.

Dopo una breve passeggiata nel bosco si raggiunge la Casa Parco, una struttura che dispone all'esterno di un'area attrezzata per soste e pic-nic e all'interno di 24 posti letto per il pernottamento di gruppi e scolaresche. L'Ostello fa parte del gruppo di ristoratori aderenti a 'Parchi da gustare', un progetto a regia regionale coordinato dal Settore Biodiversità e Aree naturali della Regione Piemonte.
Il territorio del parco si estende su un ripiano collinare posto tra l'Alto ed il Basso Monferrato che digrada verso il Tanaro. Nei fondovalle due rii demaniali, Rabengo a Ovest e Ronsinaggio a est, entrambi affluenti del Tanaro, ne delimitano i confini. Dorsalmente è attraversato dalla strada comunale, asfaltata, che unisce Rocchetta a Mombercelli attraverso le frazioni di S. Emiliano, Gatti, Monfalcone, Ronchi. Questa strada è di eccezionale importanza per il parco, perché costituisce una comodissima via di accesso.

Un po' di storia

Non è possibile scrivere del Parco d Rocchetta Tanaro senza ricordare chi fu ideatore qualificato e generoso: il Marchese Mario Incisa della Rocchetta, per più anni presidente del WWF italiano, attualmente scomparso, che avviò dal 1974 con la Regione Piemonte e il Comune di Rocchetta Tanaro le necessarie procedure amministrative che portarono all'istituzione del parco e alla protezione del bosco. Per dieci anni fino al 1990, data dell'istituzione dell'Ente di gestione, il comune ha garantito la gestione, ha iniziato i lavori di ristrutturazione della "Casa Parco", ha avviato il progetto di assestamento forestale e ha assunto i primi due Guardiaparco e successivamente il direttore.
Fu la prima area protetta in provincia di Asti: 120 ettari di bosco in collina a 200 m s.l.m. L'esistenza di questi boschi lungo pendii collinari di S. Emilano è documentata sin dal XII secolo in cui i Monaci Benedettini del Monastero di S. Bartolomeo di Azzano esercitavano la loro giurisdizione signorile. Tale fatto fino al 1666 in cui i monaci rinunciarono a favore di nuovi acquirenti, i Marchesi Incisa della Rocchetta che ne fecero la riserva di caccia del casato. Sono state poi ragioni di tipo storico, giuridico e anche geomorfologico che hanno favorito la conservazione delle fustaie e che hanno fatto in modo che il territorio del parco sia rimasto fino al XVIII secolo una foresta naturale.
Lo scopo principale dell'istituzione di quest'area protetta è stata quella di poter salvaguardare nella sua globalità un interessante biotopo forestale, quindi il bosco, che rappresenta il maggior rilievo naturalistico-ambientale dell'area, in buono stato di conservazione, in una zona di considerevole impatto antropico, soprattutto per la forte vocazione agricola dei settori collinari del Monferrato. E' il paesaggio tipico dell'astigiano in cui il parco trova giusta collocazione, in cui natura e uomo continuano la loro storia. Per la toponomastica locale, l'area protetta non è più soltanto "i boschi del Marchese" ma è diventata negli anni "Il parco": un bene socialmente disponibile per tutti e di cui tutti si sentono responsabili, mentre, oltre ai visitatori, migliaia di ragazzi delle scuole provenienti anche da fuori regione, si alternano annualmente in visite e soggiorni scientifico-didattici, alla scoperta della biodiversità e per trarre lezioni di vita e di comportamento consapevole nel quotidiano rapporto uomo-natura-ambiente.

La biodiversità del parco

Il grande valore naturalistico dell'area, riconosciuta come Zona Speciale di Conservazione (ZSC) è rappresentato dal patrimonio forestale, composto da boschi d'alto fusto di latifoglie autoctone, in cui predomina il querceto misto a prevalenza di rovere (Quercus petraea) e di farnia (Quercus robur); il primo predilige le aree di dosso, il secondo il fondo valle e le zone di impluvio. Le fustaie di querce infatti che si sono conservate fino a oggi costituiscono nuclei relitti della vegetazione che ricopriva l'unità geomorfologica-litologica del bacino astigiano.
Esternamente fanno corona al parco vigneti che interrompono a tratti la continuità della copertura boschiva nel suo interno, in alcuni casi in stato di parziale abbandono. Le aree di questo tipo lasciate a incolto permettono l'osservazione di interessanti fenomeni di rioccupazione degli spazi liberi da parte della vegetazione spontanea che mostra un discreto dinamismo in questo senso.
Un bosco così particolare e vario ben si capisce come possa offrire la sopravvivenza per diverse specie faunistiche. Nel bosco infatti vivono piccoli e grandi mammiferi come le donnole, i tassi, scoiattoli, moscardini, arvicole, lepri e volpi. Ma forse le specie più varie e più rare sono rappresentate dall'avifauna. Sono stati censiti e osservati nel parco almeno 40 specie di uccelli, tutte nidificanti. Non è difficile incontrare il picchio verde, il picchio rosso minore che trova nelle fustaie mature l'habitat ideale. Pochi mesi fa è stato udito e osservato anche il picchio nero.

Per saperne di più

La visita al parco è libera attraverso i sentieri segnalati oppure contattando le guide escursionistiche del parco si possono effettuare trekking, camminate ed escursioni organizzate.
Web: www.astipaleontologico.it Email: enteparchi@parchiastigiani.it
Facebook: https://www.facebook.com/parcoemuseopaleontologicoastigiano/
Instagram: parco_paleontologicoat
La sede del Parco Paleontologico Astigiano è in C.so Alfieri 381 ASTI, tel. 0141-592091

Fonte Piemonte Parchi

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

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