Indagine sul bracconaggio con le esche avvelenate del progetto europeo Life Wolfalps

Di GIANCARLO COSTA ,

Lupi (foto wwf)
Lupi (foto wwf)

"Avvelenare è un atto vigliacco. È una questione morale prima ancora che legale. Chi dissemina bocconi avvelenati pensa di colpire "solo" chi gli dà fastidio (il lupo, il cane del vicino che abbaia troppo, i gatti randagi che sporcano), ma in realtà commette un gesto di odio verso tutti e tutto: animali, persone, ambiente. Colpisce crudelmente i padroni degli animali domestici che si imbattono nelle esche, senza curarsi del dolore che provocherà loro la perdita di un cane o di un gatto."

Quanto sopra è estratto da un comunicato dell'Ente di Gestione delle Aree protette delle Alpi Cozie, partner di progetto LIFE WOLFALPS.

Il comunicato è stato redatto in occasione di un episodio di avvelenamento accaduto nell'inverno 2015 in bassa Val di Susa. Coinvolti un pastore maremmano e un border collie, vittime di polpette avvelenate lungo la strada che da Mompantero conduce a La Riposa, località di partenza per la salita al Rocciamelone.

"Il danno ambientale causato dalle esche avvelenate è enorme. Il veleno provoca infatti la morte a catena di moltissimi animali selvatici come lupi, volpi, faine, tassi, rapaci notturni e diurni, uccisi direttamente dal veleno o dal consumo della carcassa avvelenata di un animale intossicato. Senza contare un rischio poco noto, ma gravissimo: la disseminazione sul terreno di sostanze velenose inquina il suolo e le acque con il rischio che i principi tossici entrino nella catena alimentare tramite assorbimento e vengano ingeriti dalle persone con conseguenze neurologiche devastanti".

Un danno per gli ecosistemi naturali e per le persone

Ogni anno in Italia migliaia di animali muoiono dopo aver ingerito bocconi avvelenati. Il numero preciso è difficile da stimare perché la stragrande maggioranza delle carcasse non viene ritrovata. Il veleno non sceglie le sue vittime, uccide a tradimento animali selvatici rari e protetti come lupi e grandi rapaci, ma anche volpi, tassi e decine di mammiferi e uccelli di piccola taglia.

Il veleno entra nella catena alimentare e non risparmia gli animali domestici: il bilancio dei cani e dei gatti che ogni anno i veterinari non arrivano a salvare dalle esche avvelenate è un vero bollettino di guerra. Uccide gli animali, altera le catene alimentari, può contaminare i corsi d'acqua:

Il danno agli ecosistemi si somma al rischio, non così remoto, di ingestione e intossicazione per le persone:

Per valutare meglio l'entità e la distribuzione del fenomeno, il progetto europeo LIFE WOLFALPS ha realizzato la prima indagine sul bracconaggio e sull'avvelenamento di lupi e altri animali selvatici sulle Alpi". L'indagine è stata effettuata integrando le informazioni raccolte dai differenti enti che si occupano di registrare i dati. La notevole quantità di dati acquisiti da vari enti è tuttavia soltanto la punta di un iceberg, la stima minima di un fenomeno la cui proporzione e gravità sono davvero impressionanti.

Il rapporto costituisce comunque un punto di partenza importante. Dai dati emergono le zone maggiormente interessate, i mezzi e le sostanze tossiche più diffusi.

Fonte Piemonte Parchi

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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