La montagna, la mia vita tra zero e ottomila: successo per il tour di Hervè Barmasse

Di GIANCARLO COSTA ,

Herve Barmasse in tour (foto omnia) (1)
Herve Barmasse in tour (foto omnia) (1)

Dieci serate. Più di seimila spettatori. E tremila chilometri percorsi in tre mesi da Hervè Barmasse per raggiungere i teatri, i cinema o gli auditorium. Sono i numeri (e il bilancio) di “La montagna, la mia vita tra zero e ottomila”, il tour delle serate che l’alpinista valdostano, stavolta nella versione di storyteller, ha compiuto per raccontare imprese e cadute, trionfi ed emozioni della sua vita sulle montagne.
Serate spesso caratterizzate dal tutto esaurito, compresi i posti in piedi, con le persone rimaste fuori dalle sale. “Mi è molto dispiaciuto sapere che in tanti non sono riusciti a entrare”, commenta Barmasse, atleta del Team The North Face. “Ma anche questo testimonia il successo del tour. Quello che conta, poi, è che tra gli spettatori si sono mischiati tanti giovani, molte nuove generazioni di alpinisti, bambini, ragazzini e pure un gran numero di curiosi o di gente che la montagna non la frequenterà mai per una scalata ma, al massimo, per una camminata in compagnia”.

Il tour ha chiuso questa sua prima parte, ma già a gennaio sono previste date in Valle d’Aosta, a La Thuile e a Torgnon. Seguiranno quelle iniziate il 6 ottobre a Ponte San Nicolò (Pd) e proseguite tra Rodengo (Bs), Robbio (Pv), Cantù (Co), Vezzano (Tn), Albino (Bg), Reggio Emilia, Forlì, Lumezzane (Bs) e Marano Vicentino (Vi).

“Le richieste non mancano, ma dovrò limitarle perché è ora di rimettersi completamente in moto per preparare il mio nuovo progetto che, se tutto andrà come previsto, potrebbe rivedermi alle prese con un altro Ottomila”. Per lui sarebbe la seconda esperienza dopo lo Shisha Pangma, dove ha salito la parete sud lo scorso maggio nel tempo-record di 13 ore insieme al tedesco David Goettler.

“Quello che però mi ha sorpreso più di tutto, durante le serate – prosegue Barmasse – è stata la durata degli applausi di fine serata. Duravano minuti e li ho percepiti non tanto come un saluto quanto come un riconoscimento. Mi ha molto appagato notare come tanta gente si sia appassionata al mondo della montagna in modo diverso. Dietro a quelle che vengono definite ‘imprese’ c’è voglia di fare, sacrificio, l’idea di fare il meglio, le stesse motivazioni che, ogni giorno, nella loro quotidianità, moltissime persone dimostrano anche senza andare in montagna. Ecco, l’aver trovato questo punto di contatto, l’aver conosciuto persone che hanno percorso più di 300 chilometri per venire alla serata, l’aver stretto un legame forte con la gente: tutto questo è stato motivo di grande soddisfazione”.

Fonte U.S. OMNIA

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

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