Itinerario salita del Monviso (3841 m) per la Via Normale, da Pian del Re, Crissolo Valle Po (CN)

Di GIANCARLO COSTA ,

01 Il Monviso visto da Pian del Re
01 Il Monviso visto da Pian del Re

INIZIO ESCURSIONE: Pian del Re (2020 m)

ACCESSO: Per arrivare in Valle Po da Torino, prendere la superstrada per Pinerolo, poi proseguire in direzione di Saluzzo, quindi Bagnolo Piemonte, Barge, Paesana e quindi risalire la valle Po, fino a Pian del Re. Qui parcheggiare ed iniziare la salita

DISLIVELLO: 1841 metri

DIFFICOLTA: Escursionista esperto-alpinista

PERIODO CONSIGLIATO Agosto-Settembre

ATTREZZATURA: da escursionismo o alpinismo

CARTOGRAFIA: IGC 1:50000 Monviso

CONTATTI UTILI: Rifugio Quintino Sella tel. 017594943

118 Soccorso alpino

DESCRIZIONE ITINERARIO

Inutile sottolinearlo, ma questo è un omaggio e un ricordo dei 150 anni della prima salita al Monviso. Correva l’anno 1861, era il 30 agosto e i “soliti” inglesi, cacciatori di prime ascensioni sulle Alpi, William Mathews e William Jacomb, accompagnati dalle guide di Chamonix Jean Baptiste e Michel Croz raggiunsero per la prima volta la vetta del Monviso, salendo per un itinerario sulla parete sud, che diventa la via Normale, Quella che abbiamo percorso in questo itinerario fotografico. Due anni più tardi, nel 1963, anche una cordata italiana salì in vetta, guidata da Quintino Sella, passato alla storia come Ministro delle Finanze dei governi dell’epoca. Con lui Baracco, Saint Robert, Gertoux, Bodoino e Abbà e la tradizione vuole che qui nacque l’idea di fondare il CAI, Club Alpino Italiano.

E’ una delle vie normali più frequentate delle Alpi, non fosse altro che il Monviso si vede distintamente da qualsiasi punto della pianura padana. Pur non presentando grandi difficoltà, richiede dimestichezza con la progressione usando mani e piedi anche se non è una via d’arrampicata. Possono essere utili casco (per la caduta di pietre), corde e cordini, a inizio stagione anche ramponi e piccozza se c’è neve nei passaggi delicati.

La salita complessivamente misura 1841 metri, si può spezzare in due dormendo al rifugio Quintino Sella (2640 m) o al Bivacco Andreotti (3225 m).

La salita fino al Rifugio Sella da Pian del Re è su sentiero, oltrepassato il quale si arriva al bivio per il passo delle Sagnette, che nella seconda parte presenta catene nei tratti più esposti. Arrivati al passo Sagnette, si piega a destra, in leggera discesa per poi risalire per morena e sfasciumi fino al Bivacco Andreotti, da dove inizia la via di salita vera e propria, segnata con evidenti bolli di vernice gialla. Salire sul piccolo nevaio Sella, quindi a sinistra su una cengia, quindi rocce facili e un pilastro, un camino e una guglia, detto Duomo di Milano. Verso quota 3600 c’è un passaggio chiave, un camino da arrampicare, detto Fornei o Fornelli. Quindi salire verso una spalla nevosa da attraversare con attenzione, quindi un ripido ed esposto canale porta alla cresta finale e quindi alla vetta.

Da non sottovalutare la discesa, anche per la sua lunghezza, soprattutto se cambiano le condizioni del tempo, cosa che succede spesso nei pomeriggi estivi in valle Po.

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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